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Gino Cecchettin contro il consigliere veneto di Vannacci che minimizza il femminicidio: «È una voce isolata ma mi spiace che parli così. C’è ancora tanto da lavorare»

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Il padre di Giulia, uccisa dall’ex nel 2024: «In molti travisano e pensano che si parli solo dell’omicidio di una donna». E annuncia una nuova campagna di comunicazione per la parità di genere

Solo pochi giorni fa, i consiglieri regionali (praticamente tutti) hanno dovuto difendere di nuovo l’Osservatorio contro la violenza sulle donne da un attacco vannacciano che minimizza (e quasi nega) il femminicidio, ritenendolo un delitto come tutti gli altri. 

Le parole di Stefano Valdegamberi in Consiglio sono arrivate anche a Gino Cecchettin, presidente della Fondazione che lotta contro la violenza di genere. «Devo dire che un po’ mi è dispiaciuto che quella posizione sia arrivata dal Veneto – ha detto a Padova -, ma sono consapevole che non si possono convincere tutti. Dopo di che, se su un intero Consiglio c’è un solo contrario, e tutti gli altri hanno capito il lavoro che facciamo, va bene così». Il padre di Giulia Cecchettin, uccisa in modo brutale nel 2024 dall’ex che non si rassegnava alla sua voglia di libertà e indipendenza, mantiene una certa diplomazia davanti alle invettive del Generale Vannacci contro il reato di femminicidio: «Credo che non dobbiamo fare passi indietro dopo che ne abbiamo fatti tanti

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