
di Marta Serafini
L’ex ministro degli Esteri ucraino: «Non ci saranno svolte sul campo, ma la trattativa resta un’illusione»
«Putin non sta reagendo: colpisce Kiev perché non raggiunge alcun obiettivo al fronte».
Dmytro Kuleba, ex ministro degli Esteri ucraino, una delle voci più autorevoli della diplomazia di Kiev, dopo il raid della notte sulla capitale, prova a leggere l’attacco dal punto di vista diplomatico e militare in un momento di totale stallo della trattativa con il Cremlino.
L’ultimo attacco su Kiev è una vendetta per i raid ucraini in Crimea o fa parte di una strategia già vista in passato?
«Sarebbe fuorviante definirlo una rappresaglia. Kiev era già stata attaccata sistematicamente dalla Russia prima ancora che l’Ucraina iniziasse i suoi attacchi sistematici contro la Russia e contro la Crimea. Quindi io non direi che Putin stia solo reagendo. Sta perseguendo i suoi obiettivi e, non potendo sfondare la linea del fronte, raddoppia gli sforzi per terrorizzare le città ucraine».
Sul terreno la pressione su Kostjantynivka e sul Donbass è davvero aumentata? E cosa vi aspettate per l’estate?
«Sì, la pressione su Kostjantynivka è reale. La pressione su altri fronti è reale. Ma è altrettanto




