
di Luigi Ippolito
Il partito di Farage è in testa ai sondaggi e il suo ingresso a Downing Street, magari in coalizione con i conservatori, era considerato fino a ieri lo scenario più probabile. Ora tanti si chiedono se voglia davvero candidarsi a premier
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Cosa sta succedendo a Nigel Farage? Il tribuno della destra populista britannica, inseguito com’è dalle rivelazioni sui suoi poco limpidi affari finanziari, non sembra più lo stesso: mercoledì sera non si è neppure presentato al party estivo del settimanale conservatore The Spectator, un appuntamento annuale dove scorrono fiumi di champagne (Pol Roger, per la precisione) e che lui ha sempre apprezzato con gusto.
Negli ultimi tempi, insolitamente per uno che ha sempre adorato i riflettori, Farage ha cominciato a centellinare le apparizioni: soprattutto, evita di confrontarsi con i giornalisti, e quando lo fa si mostra infastidito, seccato, irascibile. Perché fioccano le domande sui suoi affari, a partire dalla donazione di 5 milioni di sterline in criptovaluta, ricevuta personalmente da un miliardario che risiede in Thailandia, e che lui ha omesso di dichiarare. Una storia che pare aver superato i circoli del gossip politico e cominciato a far breccia anche tra




