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Volvo EX60, il piano Stellantis e le soste sullA4 da evitare: cosa racconta Quattroruote di luglio

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Quattroruote torna sul tema dei finanziamenti capestro, venduti negli ultimi anni in diversi autosaloni tra Piemonte, Liguria e Lombardia, con una notizia clamorosa destinata a ridare speranza a chi si trova intrappolato in un meccanismo finanziario dal quale è difficile uscire se non a caro prezzo. Ebbene, il Tribunale di Torino ha stabilito in otto sentenze – sette di primo grado e una della Corte d’Appello – che i tassi applicati in altrettanti finanziamenti, a dispetto del TAEG comunicato, erano superiori alla soglia di usura.

Conseguenza: la finanziaria è stata condannata a restituire ai clienti l’intero ammontare degli interessi. Parliamo di somme rilevanti, migliaia di euro, fino a oltre 18 mila euro nel caso più eclatante. Come è possibile tutto ciò? Semplicemente perché il tasso annuo effettivo globale (TAEG) comunicato al cliente non teneva conto delle polizze assicurative incluse nel contratto e concorrenti alla determinazione dell’importo totale finanziato.

Per le banche – questa la loro linea difensiva – quelle polizze erano facoltative e quindi separate dal finanziamento dell’auto. Ma i giudici torinesi la pensano diversamente, richiamandosi ad alcune pronunce della Cassazione in settori non automotive. Raccontiamo questa incredibile storia nel servizio Era usura.

Ma attenzione a non cadere preda di

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