
di Paolo Di Stefano
L’attore a Spoleto dal 2 luglio con un testo di Dan Fante, figlio dello scrittore italo-americano
«Sono qui che studio, invecchiando la memoria diventa più problematica…». Scherza, ovviamente, Franco Branciaroli. Sta lavorando su un testo di Dan Fante, il figlio del grande John, lo scrittore italo-americano di Aspetta primavera, Bandini. Dan racconta suo padre e la sua famiglia in Don Giovanni e il suo pitbull, il racconto di un contesto familiare (tutto americano) lacerato e grottesco insieme: al centro della scena un settantenne diabetico, rabbioso e sboccato (simile al vecchio scrittore), innamorato del suo cane, un pitbull che semina il panico nel vicinato. Per il compleanno tondo del genitore Jonathan, la più classica riunione di famiglia si trasforma in una tragicomica resa dei conti. Che a sua volta diventa una radiografia impietosa del sogno americano anni 70-80. Ci sarà da riflettere e inorridire ma anche da divertirsi. Debutto il 2 luglio al Festival di Spoleto con la regia di Branciaroli, che sarà anche il protagonista.
Branciaroli, con quali registi ha lavorato meglio?
«Sono nato artisticamente negli anni del fulgore del regista all’europea che spesso era anche un grande intellettuale. È banale dire che il




