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Suicidio assistito, dopo il dietrofront degli autonomisti l’assessore precisa: «Non si è mai trattato di introdurre l’eutanasia»

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Messner chiarisce un punto fondamentale: «La normativa non verrà portata avanti nell’ambito della legge omnibus, ma verrà elaborata in una legge apposita, faremo chiarezza per i sanitari»

«La normativa sul suicidio assistito non verrà portata avanti nell’ambito della legge omnibus, ma verrà elaborata in una legge apposita». Lo sottolinea l’assessore provinciale alla Salute, Hubert Messner, dopo il clamoroso dietrofront dell’Svp sul tema (il disegno di legge aveva ricevuto infatti il primo via libera in commissione) arrivato, avevano spiegato dalla Stella alpina, dopo un confronto con esperti di etica, teologia e cure palliative. «La decisione — sottolinea — riguarda esclusivamente il quadro normativo: obiettivi e contenuto rimangono immutati».

Quadro normativo

Messner chiarisce un punto fondamentale: il disegno di legge non introduce un nuovo diritto al suicidio assistito con l’utilizzo di farmaci. «L’obiettivo è quello di creare un quadro giuridico chiaro per il personale sanitario in un contesto già definito dalla Corte costituzionale — spiega Messner —. La sentenza della Corte costituzionale prevede, a condizioni chiaramente definite, la non punibilità dell’aiuto al suicidio assistito con farmaci e affida al legislatore il compito di disciplinare le disposizioni organizzative e procedurali necessarie a tal fine. Non si è mai trattato di introdurre l’eutanasia».

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