
La complessa operazione – realizzata in collabotazione con i carabinieri – rientra all’interno del progetto «Ghost Gear» del Wwf Italia, con l’obiettivo di ripulire il Mediterraneo dagli attrezzi fantasma
Oltre 200 chilogrammi di rete a strascico recuperati a circa 50 metri di profondità, con diverse specie di pesci intrappolate e purtroppo già senza vita. È questo l’esito dell’operazione realizzata nei giorni scorsi all’interno dell’area marina protetta delle Isole Tremiti, grazie alla collaborazione tra il nucleo carabinieri di Pescara, Wwf Sub, il diving MarlinTremiti e il Laboratorio del MA.RE., parte del progetto «Ghost Gear» del Wwf Italia, con l’obiettivo di ripulire il Mediterraneo dagli attrezzi fantasma. «Attraverso l’adozione di sistemi di marcatura delle reti, come il sistema MyGearTag testato dal Wwf in Italia nell’ambito del progetto EU NETTAG+, che consentono una rapida localizzazione degli attrezzi persi in mare, affiancati dalla segnalazione da parte dei pescatori e da un sistema nazionale di recupero che coinvolga pescatori, capitanerie e istituzioni, è possibile garantire un recupero rapido e sicuro. Questo approccio porta benefici sia ai pescatori che possono recupere reti costose sia alla tutela delle specie e degli ecosistemi marini», ha dichiarato Giulia Prato, responsabile mare del Wwf Italia. «Un intervento complesso e ad alto valore ambientale»,




