
di Sara Gandolfi
Il bilancio delle vittime è fermo a 920, con 3.400 feriti. Gli aiuti dall’Italia: il convoglio della Protezione Civile
DALLA NOSTRA INVIATA
CARACAS – Grosse nuvole nere incombono su Caracas, una città grigia e costellata di edifici alti ben oltre i 12 piani. Ci si chiede come abbiano fatto a resistere ai due terribili terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 che mercoledì hanno quasi raso al suolo le località sulla costa, più a nord. E, infatti, moltissima gente dorme ancora in strada, all’addiaccio, nelle vie e nelle piazze trafficate della capitale, pur di non rischiare il peggio. Il bilancio ufficiale dei morti è fermo a 920, tra cui quattro italo-venezuelani, e 3.400 feriti ma i dispersi sono oltre 50.000. Piano piano nuovi nomi si aggiungono alla lista delle vittime accertate.
Come Francesca Mannina, di origini siciliane, che risultava dispersa e il cui corpo è stato estratto dalle rovine del residence Pin High, a La Guaira. Gli ospedali di Caracas stanno collassando per l’altissimo numero di feriti in arrivo dai quartieri terremotati della città come dalle zone più colpite, nel vicino stato di Guaira.
Le camere e le corsie sono gremite di pazienti in




