Mangiare fuori casa nei mesi estivi è una consuetudine sempre più diffusa, ma con le alte temperature aumentano anche i rischi legati alla conservazione degli alimenti. Secondo gli esperti del progetto Sac (Sicurezza Alimentare Casalinga) dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), anche un’ora di esposizione al caldo può essere sufficiente a favorire la proliferazione di microrganismi potenzialmente dannosi, soprattutto nei cibi più deperibili. Il rischio riguarda in particolare categorie fragili come bambini, anziani e donne in gravidanza, per le quali le tossinfezioni alimentari possono avere conseguenze più rilevanti.

Mangiare all’aperto d’estate: attenzione al cibo esposto al caldo
Le regole base per ridurre i rischi
La prevenzione parte da alcune pratiche quotidiane considerate essenziali in ogni contesto domestico e fuori casa. Tra queste rientrano il lavaggio accurato delle mani prima e dopo la manipolazione degli alimenti, la pulizia di superfici e utensili e il corretto lavaggio di frutta e verdura, da strofinare sotto acqua corrente.
Un altro punto centrale riguarda la gestione della conservazione: rispettare le date di scadenza, seguire le indicazioni riportate in etichetta e soprattutto mantenere la catena del freddo durante il trasporto, utilizzando borse termiche e riducendo al minimo i tempi di esposizione all’esterno.




