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Suicidio assistito, no al coordinamento tra Trento e Bolzano sulla legge. L’appello di Marco Cappato: «Servono tempi certi»

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Alto Adige e Trentino procedono per strade diverse. L’Associazione Luca Coscioni punta il dito contro «lungaggini burocratiche che si trasformano in ulteriore sofferenza per le persone malate»

Dopo il primo sì da parte della commissione legislativa della Provincia di Bolzano a una legge che regolamenta il suicidio medicalmente assistito, il consigliere del Team K Franz Ploner ha chiesto al Consiglio regionale di uniformare la legge in materia tra le due Province autonome. La proposta è stata respinta c0n 32 no, 21 sì e 5 astenuti. Non ci sarà dunque alcun coordinamento regionale, così come auspicato da Ploner. Sul tema era intervenuto in Regione l’assessore provinciale alla Sanità Hubert Messner (Svp), che ha evidenziato come le Province stiano lavorando da tempo sugli aspetti complessi della forma giuridica, con l’obiettivo di tutelare i diritti e garantire la sicurezza, evitando al contempo potenziali abusi.

Un percorso, ha sottolineato l’esponente della Volkspartei, che richiede cautela e profondo rispetto. Il presidente della giunta regionale Arno Kompatscher ha spiegato che la mozione parla di raccordo tra le due Province: «Il dibattito di oggi è stato molto pacato, toccando le emozioni più profonde. Sin da giovane ero convinto che ciascuno potesse decidere della propria vita, la Corte

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