Nel food & beverage italiano la crescita del fatturato non coincide automaticamente con un miglioramento della liquidità. In molti casi accade l’opposto: l’aumento delle vendite B2B si traduce in un allungamento dei tempi di incasso e in una maggiore esposizione sul capitale circolante. Una dinamica che riguarda in particolare i rapporti con Gdo, Horeca, grossisti e distributori, dove il pagamento dilazionato è la norma più che l’eccezione. Il tema non è soltanto contrattuale, ma operativo. Le condizioni di pagamento dichiarate a 30 o 60 giorni spesso non rappresentano la realtà effettiva degli incassi, che tendono a spingersi oltre le scadenze formali, tanto che nel mondo Horeca solo il 20,8% dei pagamenti avviene con puntualità. In questo spazio si inserisce una delle principali fragilità delle Pmi del settore: la difficoltà di trasformare il fatturato in cassa con continuità. In questo quadro si inserisce anche il dibattito sulla progressiva riduzione del credito commerciale nella distribuzione HoReCa, già evidenziato in precedenti analisi di settore.
Ritardi strutturali e impatto sulla filiera
I dati Cribis mostrano un quadro in cui la puntualità nei pagamenti nel food & beverage risulta inferiore alla media nazionale. Nel wholesale beverage la quota di pagamenti




