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Ferretti, il ceo Anastassov: «Golden power? Nessun timore di interventi, pronti a rispondere al governo»

di Giuliana Ferraino

Il nuovo ad difende la governance dopo lo scontro tra Weichai e KKCG che ha portato all’uscita di Alberto Galassi. Obiettivo: più margini e crescita negli Usa

 «Il problema non è di natura fattuale. In realtà non è cambiato nulla. Sono indipendente tanto quanto lo era il precedente amministratore delegato». A poco più di un mese dal suo arrivo alla guida di Ferretti Group, Stassi Anastassov entra direttamente nella disputa che da settimane contrappone i due principali azionisti del gruppo nautico e che ha attirato l’attenzione del governo sul possibile ricorso al golden power.

La vicenda nasce dall’assemblea che il mese scorso ha portato al rinnovo del consiglio di amministrazione e al successivo avvicendamento al vertice della società. La lista sostenuta dal principale azionista Weichai, che detiene il 39,5% del capitale, ha prevalso su quella appoggiata dal secondo socio, il gruppo ceco KKCG Maritime, determinando l’uscita di scena dello storico amministratore delegato Alberto Galassi, che guidava il gruppo da dodici anni, e l’arrivo di Anastassov. A sostegno della lista di Weichai si sono schierati anche altri investitori cinesi presenti nell’azionariato, tra cui Bank of China e Adtech Holding, contribuendo a consolidare la maggioranza che

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