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Da Sposetti a D’Alema: la «rimpatriata» per il bilancio dei Ds (sciolti nel 2007)

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di Simone Canettieri

Martedì 30 giugno gli esponenti dei Democratici di sinistra si riuniranno, 19 anni dopo lo scioglimento del partito che portò alla nascita del Pd

Compagni, approvate? La mattina di martedì 30 giugno, nella sede della fondazione Gramsci nel quartiere Trieste, i Ds torneranno a riunirsi per un giorno per dare il via libera al bilancio 2025. Sotto lo sguardo del tesoriere Ugo Sposetti, custode della memoria e del mattone rosso, siederanno intorno a un tavolo i componenti dell’ultima direzione nazionale dei Democratici di sinistra, che nel 2007 si sciolse a Firenze per dare vita al Pd (assieme alla Margherita). «Ma per fare una casa più grande e più bella», come disse dal palco — e tra le lacrime — Piero Fassino, l’ultimo segretario della Quercia che resta ancora in carica per «esperire questi affari burocratici». Ci sarà anche lui il 30, ovvio. Così come è atteso, per esempio, Massimo D’Alema. Mentre Antonio Bassolino, per citare un altro grande ex, potrebbe collegarsi da remoto. Già, il tempo fugge e qualcuno, come Mario Tronti, non c’è più.

Anche se i Ds hanno cessato di fare politica attiva, il partito ogni anno rivive di luce propria grazie

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