di Giuliana Ferraino
Nella prima riunione mantenuto il costo del denaro Usa al 3,50-3,75%. Trump: «È una situazione che frena il Paese, ma ora c’è una persona molto valida al comando». Wall Street chiude in rosso
Alla prima conferenza stampa da presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh apre «un nuovo capitolo per la banca centrale» (parole sue), ma rassicura che la priorità della Fed è «la stabilità dei prezzi» e «l’impegno a riportare l’inflazione al 2%», un obiettivo condiviso in modo «unanime e senza ambiguità». La Federal Reserve mercoledì ha dunque lasciato invariati i tassi di interesse americani al 3,5-3,75%, senza indicare quello che farà in futuro, perché Warsh non crede alla cosiddetta «forward guidance», che ritiene una pratica «non adeguata all’attuale congiuntura politica».
Ma 9 su 18 membri del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, si sono detti a favore di un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno. Un risultato che di sicuro non piacerà al presidente Donald Trump, ma che segnala crescenti preoccupazioni per l’inflazione Usa, salita al 4,2% a maggio dal 3,8%.
La prima riunione guidata da Warsh segna una netta discontinuità rispetto all’era di Jerome Powell,




