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Btp Italia Sì, perché con il tasso minimo all’1,6% il rendimento medio a 5 anni può sfiorare il 4%

di Marco Sabella

Dopo l’aumento delle stime di inflazione da parte della Bce il bond che protegge il capitale dal carovita acquista nuovo sprint. Maxi-cedola in arrivo a dicembre

La scelta dei tempi da parte del Tesoro è stata azzeccata. E proporre ai risparmiatori una nuova edizione del Btp Italia –  ribattezzato per l’occasione con un rafforzativo e diventato Btp Italia Sì – significa offrire ai sottoscrittori un bond che potenzialmente può raggiungere un rendimento (lordo) che sfiora il 4% annuo per per ognuno dei 5 anni di vita dell’emissione (con un tasso minimo fissato all’1,6%). Un valore ghiotto, soprattutto a paragone del più contenuto 3,1% di rendimento offerto dal Btp tradizionale di pari durata. Ma procediamo per gradi e vediamo tutti i possibili rischi associati a questo scenario benigno: possibile, forse probabile, ma non certo. 

La Bce alza i tassi e aumenta le stime sull’inflazione

Dopo un rientro del tasso di inflazione al di sotto del 2% negli ultimi 18 mesi, a partire da marzo di quest’anno, per effetto della guerra tra Usa e Iran e dell’impennata delle quotazioni del petrolio, i prezzi sono tornati a crescere fino al 3,2% su base annua registrato a maggio.

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