di Anna Zinola
L’avvento dell’ultra fast fashion ha spinto il brand del gruppo Inditex a riposizionarsi. Il ruolo della comunicazione e l’aumento dei prezzi
Il sistema della moda soffre, ma Inditex no. Il colosso spagnolo del fast fashion, fondato da Amacio Ortega negli anni ‘70, continua, infatti, a crescere. Di fatto, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un incremento delle vendite del 5,8% e un utile netto pari a 1,4 miliardi di euro, in rialzo del 5,4% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. E questo dopo che nel 2025 aveva registrato un aumento delle vendite del 3,2%, per un totale di 39,9 miliardi di euro.
La carica dell’ultra fast fashion
Il portafoglio di Inditex comprende numerosi marchi, che – pur rientrando nel territorio comune del fast fashion – si differenziano per stile e target. Tuttavia, il core business risiede in Zara, che vale il 70% del fatturato. Un successo, quello di Zara, non scontato, almeno negli ultimi anni. Il boom degli e-tailer cinesi di ultra fast-fashion, come Shein e Temu, ha messo in crisi il modello su cui tradizionalmente si basava il brand spagnolo. Che senso ha – si sono chiesti i consumatori – spendere 80 euro per un abito




