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Disegno di legge sulle carenze formative, è ancora stallo in Consiglio. L’assessora Gerosa non cede: «Si va avanti»

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di Marika Giovannini

Le minoranze hanno chiesto il decadimento del disegno di legge. Non si fermano le tensioni interne alla maggioranza

Si è concluso con un nulla di fatto il dibattito sul disegno di legge relativo alle carenze formative dell’assessora Francesca Gerosa. Il tema è stato affrontato nell’ultima tornata del Consiglio provinciale, caratterizzato da diverse sospensioni e momenti di confronto (anche serrati) tra le parti.
Approfittando delle recenti tensioni, ieri le minoranze hanno cercato di incalzare proprio la giunta provinciale e soprattutto l’assessora all’istruzione, presentando un ordine del giorno firmato dal consigliere Alessio Manica (Pd). L’obiettivo era chiaro: portare l’Aula al voto segreto per bloccare il disegno di legge sulle carenze formative e, al tempo stesso, mettere alla prova la compattezza della maggioranza attorno all’assessora. In modo da provocare una spaccatura nel centrodestra provinciale.

Il tentativo però non è andato a buon fine. L’ordine del giorno è stato respinto con 16 voti contrari e 15 favorevoli, lasciando di fatto la situazione invariata. Osservando l’esito del voto segreto, a esultare è soprattutto l’assessora all’istruzione. Uscita ancora una volta indenne dall’attacco delle opposizioni: «Questa è la dimostrazione che la maggioranza sa ritrovare compattezza», ha detto Gerosa, evidenziando il significato politico

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