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Volkswagen nella fase più delicata: tagli a produzione e capacità, 19 mila esuberi entro lanno

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La riduzione della forza lavoro è solo una delle misure messe in atto dal costruttore tedesco per ridimensionare la base dei costi (“l’area in cui abbiamo maggiore necessità di intervenire”). Il gruppo ha già ottenuto 1 miliardo di euro di risparmi e sta lavorando per arrivare a 6 miliardi entro il 2030 grazie a “programmi di performance”.

All’interno di questi figurano anche le iniziative per la riduzione delle sovraccapacità produttiva. Blume ricorda come la capacità, pianificata prima del Covid e sulla base di “ipotesi molto più ottimistiche” rispetto alla realtà attuale, fosse stata fissata in 12 milioni di veicoli l’anno. “Oggi riteniamo realistica una cifra intorno ai 9 milioni. Questa è la media raggiunta negli ultimi cinque anni”, aggiunge l’ad, rimarcando che “l’obiettivo è adeguare la nostra capacità produttiva a questo livello, in linea con il mercato”.

In questo contesto, negli ultimi due anni il gruppo ha già ridotto la produzione di circa 2 milioni di unità tra Europa e Cina. Sono state avviate misure per ridurre ulteriormente la produzione di 500.000 unità in Cina. I prossimi passi in Europa e Germania saranno di portata simile.

Del resto, Blume ammette che “le condizioni per l’industria automobilistica sono ulteriormente peggiorate nel

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