
di Marta Serafini
Secondo il New York Times, i raid americani nel sud dell’Iran avrebbero colpito un impianto idrico civile vicino allo Stretto di Hormuz. Migliaia di persone sarebbero rimaste senz’acqua in un’area già investita da temperature oltre i 38 gradi
Secondo un’analisi del New York Times, gli attacchi aerei statunitensi condotti nelle prime ore di mercoledì sull’Iran avrebbero distrutto quello che appare come un impianto per l’approvvigionamento di acqua potabile sulla costa meridionale dell’Iran, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Nelle stesse ore, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato in un messaggio pubblicato su X di aver effettuato operazioni nell’area «con munizioni di precisione» lanciate da aerei da combattimento dell’Aeronautica e della Marina statunitensi.
Secondo i media statali iraniani, nel mirino sarebbero finiti depositi d’acqua. Un funzionario locale ha riferito che l’interruzione della fornitura idrica ha coinvolto oltre 20 mila persone residenti in una città e nei villaggi vicini. Nella zona, questa settimana, le temperature hanno superato i 38 gradi.
Un’immagine satellitare commerciale scattata la mattina del 9 giugno mostra due piccole strutture idriche nel villaggio di Bemani. Entrambe presentano tubature azzurre, tipiche delle infrastrutture di distribuzione dell’acqua, e sorgono su una




