di Andrea Rinaldi
Il presidente della fondazione: se i nuovi azionisti condivideranno la nostra linea, sosterranno la nostra lista, altrimenti faranno le loro scelte
Un’operazione che prosegue una tradizione consolidata di espansione sui territori e che consentirà a Fondazione Cariplo di aumentare il patrimonio e dunque l’attività filantropica. Giovanni Azzone, numero uno dello storico ente azionista di Intesa Sanpaolo con il 5,5%, non si preoccupa della diluizione di quota conseguente all’Opas su Mps, anzi vede all’orizzonte una maggiore apertura all’Europa. Già oggi Cariplo è la quinta fondazione nel Vecchio Continente con oltre 13 miliardi di patrimonio e 187 milioni di erogazioni.
Presidente perché promuove l’offerta?
«Si tratta di un’operazione che continua un solco molto lungo. La prima commissione di beneficenza è nata 210 anni fa poi c’è stata la Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, la fusione Sanpaolo Imi-Banca Intesa: ora con Mps si amplia la comunità di riferimento a tutto il Paese e si fa un passaggio a una logica europea. Non possiamo pensare a un Paese che vive senza una presenza forte in Europa, perciò in questa operazione vedo una coerenza con la strategia di riferimento e il mantenimento dei valori di fondo




