di Giuliana Ferraino
L’istituto economico DIW di Berlino taglia le stime di crescita e prevede il secondo e il terzo trimestre in contrazione. Il presidente Fratzscher: basta agli sconti sui carburanti, sono costosi e inefficaci
La Germania rischia di tornare in recessione. Il nuovo shock energetico, provocato dall’impennata dei prezzi di petrolio e gas dopo l’escalation del conflitto in Medio Oriente, potrebbe spingere la maggiore economia europea verso due trimestri consecutivi di contrazione. È l’allarme lanciato dal Deutsches Institut für Wirtschaftsforschung (DIW) di Berlino, che ha tagliato le proprie stime di crescita, avvertendo che la ripresa tedesca resta vulnerabile.
La previsione rappresenta una battuta d’arresto per il cancelliere Friedrich Merz, che aveva affidato al maxi piano di investimenti pubblici in infrastrutture e difesa per riportare la crescita in Germania dopo due anni consecutivi di contrazione del Pil.
Nella sua previsione estiva il DIW ha dimezzato la stima di crescita per il 2026 allo 0,5% e ridotto quella per il 2027 allo 0,8%, circa mezzo punto percentuale in meno rispetto alle previsioni formulate in primavera. L’impennata dei prezzi di petrolio e gas, spiegano gli economisti, sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e aumentando l’incertezza delle




