di Fabio Sottocornola
Dopo che S&P ha portato il rating a un passo dal default, via ai tentativi per salvare la situazione: la società ha un debito vicino a 5 miliardi. Per l’Italia, dove il gruppo è attivo in 16 regioni c’è l’ipotesi di vendere l’area delle analisi ambientali
Sta in cattiva salute. E dal punto di vista finanziario potrebbe peggiorare fino ad andare incontro al default. Così ha scritto S&P Global in un report di metà aprile dedicato a Cerba HealthCare, il colosso con sede a Parigi, attivo nella diagnostica medica e nelle analisi cliniche che opera con 8.500 dipendenti distribuiti su 16 Paesi. In Italia il gruppo è presente con i suoi 400 centri in 16 regioni, sviluppando un giro d’affari di 250 milioni di euro con un Ebitda del 25%, il più alto se confrontato con una mezza dozzina di competitor.
Eppure, anche le attività italiane rischiano di essere toccate dalla crisi di Cerba a livello globale. Tanto che già dal mese di febbraio un report di AlixPartners ha provato a delineare uno Strategic Plan 2026-2030. A novembre 2025 la società ha dichiarato che stava preparando la vendita del business cosiddetto Tic (testing, inspection, certification),




