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Iraq, l’attaccante Aymen Hussein fermato e interrogato per 7 ore all’aeroporto di Chicago

L’avventura della nazionale irachena verso i Mondiali del 2026 ha subito un brusco stop burocratico appena toccato il suolo degli Stati Uniti. Il protagonista della vicenda è Aymen Hussein, l’attaccante simbolo della selezione asiatica, il cui gol decisivo contro la Bolivia ha regalato al Paese una storica qualificazione alla fase finale del torneo dopo ben 40 anni di assenza. Nato nel 1996 ad Al-Safra, l’attaccante iracheno ha dovuto superare importanti tragedie prima di imporsi come un centravanti di caratura internazionale. L’infanzia di Hussein è stata violentemente sconvolta dalla guerra, infatti suo padre, ufficiale dell’esercito, è rimasto ucciso in un attentato di Al-Qaeda nel 2008, e pochi anni dopo suo fratello è stato rapito dall’ISIS, scomparendo nel nulla.

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Aymen Hussein trattenuto in aereoporto, cosa è successo?Sbarcato all’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago insieme al resto della squadra proveniente da Dubai, il calciatore è stato immediatamente trattenuto dalle autorità americane per controlli di sicurezza approfonditi. Secondo quanto emerso da fonti del Comitato Olimpico iracheno e dai media locali, i funzionari della Homeland Security e della Customs and Border Protection hanno effettuato rigide verifiche amministrative,

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