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Dolomiti energia, i sindaci trentini spingono per la quotazione in Borsa: «Ma l’acqua resti pubblica»

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di Matteo Sannicolò

I Comuni di Pergine, Riva del Garda, Madruzzo e Pomarolo riflettono: «È un’opportunità di crescita, però si valutino gli effetti sui cittadini»

Il dibattito è aperto da settimane. E non potrebbe essere altrimenti, visto che la partita è di quelle importanti. In casa Dolomiti Energia prende sempre più forma la possibilità di una quotazione in Borsa. Soluzione che, secondo gli esperti, permetterebbe alla società di raggiungere una maggiore capacità di raccolta di capitali, oltre a garantire una possibile partecipazione diretta dei cittadini. I quali, con una quota riservata, potrebbero diventare degli azionisti a tutti gli effetti. Dall’altra parte, però, c’è anche chi teme che un’eventuale quotazione possa in qualche modo portare a una progressiva perdita del controllo locale. Sono diversi i sindaci del territorio che cercano di scongiurare uno scenario in particolare: quello che vedrebbe la risorsa idrica finire nelle mani del privato a discapito della gestione pubblica. Tra questi ci sono Marco Morelli (Pergine Valsugana), Alessio Zanoni (Riva del Garda), Alessio Anselmo (Madruzzo) e Massimo Fasanelli (Pomarolo). Tra loro la linea è comune, pensando anche alle possibili ricadute a beneficio dei rispettivi territori.

Le partecipazioni azionarie di Pergine

«Il Comune di Pergine è socio

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