
di Angiola Petronio
La Cassazione rigetta il ricorso dell’ex consigliere che esibì il braccio teso nel 2018. E lui, passato con Vannacci, tuona: «Giustizia a orologeria»
Altro che «goniometro alla mano», come chiedeva lui, per stabilire la corretta angolazione a determinare se si trattasse o meno di saluto romano. Non sono serviti, alla Corte di Cassazione, squadre o quant’altro per stabilire che quello è stato un vero e proprio reato. Tanto da essere punito, in appello, con una condanna a sei mesi e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Pena sospesa, ma – ha deciso la Corte Suprema – con la trasmissione degli atti al consiglio di disciplina dell’Ordine degli avvocati di Verona, al quale è iscritto. E con una raffica di risarcimenti.
Condanna per la legge Scelba
Ha rigettato, la Cassazione, il ricorso che lui stesso – tramite il suo legale Roberto Bussinello – aveva presentato contro la condanna della corte d’appello di Venezia. E si chiude così, almeno a livello giudiziario, la parabola dei saluti romani di Andrea Bacciga in consiglio comunale. Era il 28 luglio 2018 quando l’allora consigliere comunale eletto nella lista Battiti – poi sbarcato nelle fila della Lega e successivamente in




