Alla Città del Cioccolato di Perugia il racconto del cacao esce dalla dimensione produttiva per intrecciarsi con temi di rigenerazione sociale e territoriale. È qui che il progetto colombiano Peace Flavours ha trovato una piattaforma di racconto e confronto, mettendo al centro la trasformazione delle coltivazioni illegali in produzioni di cacao e caffè. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che punta a sottrarre ettari di terreno al narcotraffico, sostituendo le colture di coca con filiere agricole legali e strutturate. Un processo che, nelle intenzioni del governo colombiano, non riguarda soltanto l’economia ma anche la stabilità sociale delle comunità rurali.

Dal narcotraffico al cacao: il progetto colombiano presentato a Perugia Dalla coca al cacao: la Colombia prova a ridisegnare i territori
Il progetto Peace Flavours interessa oggi oltre 30mila ettari e coinvolge circa 42mila famiglie, di cui 20mila attive nella produzione di cacao. Una trasformazione che punta a costruire nuove economie locali attraverso filiere tracciabili e l’accesso a mercati internazionali. «La sostituzione funziona quando è accompagnata da opportunità, cooperazione e accesso ai mercati», ha spiegato Claudia Rivero, sottolineando il ruolo delle politiche di accompagnamento alle comunità rurali. Nel racconto dei produttori coinvolti, il cacao assume una valenza che supera la




