
L’allenatore e l’ad bianconero hanno ricevuto un ultimatum da John Elkann per appianare le divergenze, ma sembrano sostenere due filosofie completamente opposte
Questione di feeling, cantavano Mina e Riccardo Cocciante. Quello tra Damien Comolli e Luciano Spalletti non è mai sbocciato. L’ad e l’allenatore della Juve sono stati distanti e hanno vissuto un rapporto freddo fin dall’inizio della loro avventura bianconera e continuano a esserlo anche dopo 7 mesi di lavoro. Non a caso, John Elkann ha dato un ultimatum alle due parti affinché appianino le divergenze per il bene comune della società. Ma da cosa nasce questa differenza assoluta di vedute?
spalletti-comolli e il gelo sul mercato—
Di certo, esperienze passate e approccio fanno di Comolli e Spalletti due mondi opposti. Il momento di gelo maggiore è stato raggiunto durante il mercato di gennaio: l’ex ct della Nazionale aveva chiesto l’acquisto di un centravanti fisico per sopperire al lungo infortunio di Vlahovic, il dirigente francese si è presentato con Boga (un vice Yildiz) dopo aver fallito l’assalto a Mateta e En Nesyri. E ha proposto all’allenatore profili inadatti alle caratteristiche richieste, come quell’Icardi idea last minute delle ultime ore. Spalletti recrimina a Comolli una operatività lenta, per il



