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L’ex pugile Mirco Ricci, la gambizzazione subita e il sequestro di un bimbo che lo portò in carcere: «L’alcol mi ha distrutto la carriera»

di Federica Bandirali

A “Belve Crime” confessioni inedite: Bevevo sei bottiglie di vino a sera” ha detto a Fagnani. Poi il rimpianto di una carriera spezzata

Destinato da molti a diventare uno dei più grandi pugili italiani della sua generazione, Mirco Ricci si racconta senza filtri a Belve Crime, ospite di Francesca Fagnani, questa sera in prima serata. Un’intervista fatta di successi sportivi, dipendenza dall’alcol, violenza e carcere, nella quale l’ex campione ripercorre una vita segnata da talento e autodistruzione. «Ho iniziato a bere a quindici anni. Ero capace di bere cinque o sei bottiglie di vino a sera e non accorgermene», racconta Ricci durante il faccia a faccia con Fagnani. Un’abitudine che, secondo lo stesso pugile, ha inciso profondamente sulla sua carriera, compromettendo un talento che molti nel mondo della boxe consideravano straordinario. «Sono riuscito a preparare un titolo italiano in venti giorni», dice, quasi a sottolineare le capacità atletiche che avrebbero potuto portarlo molto più lontano. L’intervista ripercorre l’ascesa del pugile cresciuto nella periferia romana, arrivato fino ai vertici del pugilato europeo prima della caduta. 

L'ex pugile Mirco Ricci: ""L'alcool mi ha distrutto la carriera"

Fagnani affronta anche gli episodi più controversi della sua vita: le risse, le tentate rapine e

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