
di Aldo Grasso
Se con «Viva Rai2!» Lo showman aveva portato la tv in strada, qui compie un percorso inverso: emerge un linguaggio basato sull’improvvisazione
Iniziare la giornata son la sigla dell’Eurovision e con una dose di allegria è prezioso, specie nel contesto sociopolitico attuale. Ma cos’è esattamente La mattinanza, il morning show in onda alle 7,10 su Rai2? È il mero spin-off televisivo del format pomeridiano La Pennicanza di Rai Radio2 di Rosario Fiorello? Sì e no. Non siamo di fronte alla passiva replica lineare di un contenuto radiofonico, bensì a un curioso esperimento di palinsesto asincrono e transmediale. Fiorello declina la temporalità dei media, dimostrando che la satira sull’attualità non scade se supportata dal giusto ritmo. Evitando il «copia e incolla», lo showman e Biggio integrano la struttura radiofonica con inserti video inediti, come le videochiamate estemporanee, la presenza di un ospite famoso, i collegamenti con Palazzo Chigi rovinati da un disturbatore, i finti documentari esistenziali, la satira del confessionale del Grande Fratello, la serialità americana in due inquadrature… Il format si dilata e attua una vera «rimediazione»: si adatta allo schermo mantenendo la «sporcatura» e l’autenticità della diretta radiofonica. Questa strategia di programmazione genera




