di Federico Fubini
Mario Draghi e Paul Krugman hanno animato un dibattito internazionale che va al cuore delle domande di fondo che spesso evitiamo: chi siamo come comunità nazionali in Europa e negli Stati Uniti?
Negli anni ’70 al Massachusetts Institute of Technology si trovano nelle stesse aule e ottengono un dottorato in economia sei uomini uomini che avrebbero segnato il nostro tempo. Uno di essi è Ben Bernanke, cui sarebbe toccato in sorte il dubbio privilegio di trovarsi presidente della Federal Reserve nel pieno della crisi finanziaria del 2008. Un secondo è l’uomo che vedete qui sotto, il quale si sarebbe trovato presidente della Banca centrale europea nel pieno della crisi dell’euro e premier italiano in piena pandemia.
Un terzo è quello che vedete invece qui, Paul Krugman: economista, premio Nobel, americano allergico a Donald Trump e da qualche tempo uno degli autori indipendenti di maggior successo al mondo su Substack. Con loro al MIT in quegli anni c’erano altri dottorandi che avrebbero pesato decenni dopo sulle scelte (almeno) di tutti i Paesi occidentali. Fra loro i futuri capi economisti del Fondo monetario internazionale Olivier Blanchard, Maury Obstfeld e Kenneth Rogoff.




