Secondo Humanitas Salute, ogni anno milioni di viaggiatori si trovano a dover fare i conti con episodi di intossicazione o tossinfezione alimentare durante gli spostamenti, anche in contesti turistici considerati sicuri. Non si tratta soltanto di destinazioni lontane o con standard igienici differenti da quelli europei: spesso basta un alimento conservato in modo non corretto o una cottura insufficiente per innescare disturbi gastrointestinali anche in ristoranti apparentemente affidabili.

Intossicazione alimentare in viaggio: cause e rimedi
Le cause: batteri, virus e cattiva conservazione
Il rischio è legato alla presenza di microrganismi come batteri, virus e parassiti negli alimenti o nelle bevande, oppure alle tossine che questi possono produrre. Tra i casi più gravi rientra il botulismo, associato alle tossine del Clostridium botulinum, mentre altre patologie come colera ed epatite A restano collegate soprattutto al consumo di acqua non potabile o alimenti contaminati, come frutti di mare crudi e verdure non adeguatamente lavate. In viaggio, la catena del freddo può interrompersi più facilmente e le condizioni climatiche, soprattutto nei mesi estivi, accelerano il deterioramento degli alimenti. Questo rende più probabile l’esposizione a cibi potenzialmente contaminati.




