di Stefano Righi
Unicredit ha già un piede a Trieste, dove il leader è l’Mps di Lovaglio e dove sogna di arrivare Caltagirone. Intesa Sanpaolo si chiama fuori, mentre Castagna e Cimbri…
Se pensate che l’assemblea del Monte di Paschi del 15 aprile sia stato il momento della maggior vivacità sui mercati finanziari italiani preparatevi a rivedere il vostro giudizio. A Siena sono esplosi i fuochi d’artificio, ma ora, proprio mentre l’acquitrino sembra immobile, sotto la superficie si muovono correnti velocissime, pronte ad esplodere con la forza di un geyser.
Procediamo con ordine, perché il riassetto sta coinvolgendo più parti. Un asse delineato è quello che parte proprio da Siena, passa per Milano (Mediobanca) e arriva a Trieste (Generali). È la direttrice che supporta il terzo gruppo bancario italiano, anche se molto staccato rispetto ai due colossi Intesa Sanpaolo e Unicredit (rispettivamente 44, 103 e 107 miliardi di capitalizzazione borsistica). Luigi Lovaglio è riuscito con Mps nella conquista di Mediobanca e ha difeso il suo posto dall’attacco dell’azionista Caltagirone. Ora vuole fondere Mediobanca in Mps e ritirarne le azioni dal listino di Borsa. Entro fine anno.
Consigli
Intanto, oggi, 11 maggio 2026, i due consigli, di




