
di Alessandra Muglia
Lacey Beaty guida Beaverton, in Oregon: la sua è una delle dieci città americane che hanno aderito al Free Cities Pact, fondato dai sindaci dell’Est Europa per resistere ai populismi
DALLA NOSTRA INVIATA
BRATISLAVA – «Siamo qui per imparare dalle città europee che sono alle prese con le minacce dei governi nazionali da più tempo di noi» dice Lacey Beaty, sindaca di Beaverton, la città dell’Oregon da tempo nota per ospitare il quartier generale della Nike, e l’anno scorso balzata alle cronache per aver resistito agli agenti federali per l’immigrazione schierati dal presidente Trump, una mossa a cui lei e altri sindaci si sono opposti. Dall’Oregon è volata nella capitale slovacca Beaty, 41 anni, veterana dell’esercito, per partecipare al summit del «Patto delle città libere», l’alleanza lanciata nel 2019 dai sindaci del Gruppo di Visegrád – Bratislava, Praga, Varsavia e Budapest – come risposta pro-democrazia al crescente populismo nell’Europa dell’Est. Nei primi anni il Patto si è esteso a comprendere 40 città europee (anche Roma e Milano) e ora sta assumendo una dimensione transatlantica: seguendo l’esempio di Los Angeles, a Bratislava vi hanno formalmente aderito altre 10 località americane, in stati a maggioranza democratica (tranne uno). Si tratta




