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Auto, il collasso di un modello: perché i giganti europei ora inseguono

imageLICENZIAMENTI A RAFFICA

Il 2026 si sta trasformando in un anno nero per l’occupazione nell’industria automobilistica europea. Da Volkswagen a Stellantis, passando per Renault e Nissan, la parola d’ordine è una sola: tagliare. Come riporta Automotive News, il Gruppo Volkswagen prevede la riduzione di ulteriori 7.500 posti entro il 2029, Stellantis ha già sfoltito pesantemente l’ingegneria della Opel a Rüsselheim, Renault prevede di licenziare 2.300 persone nei prossimi due anni, Volvo 3.000 e Nissan 900 nella fabbrica di Sunderland.

Secondo gli esperti, non si tratta della solita crisi ciclica, ma siamo di fronte al collasso di un modello operativo obsoleto, incapace di competere con la velocità del software e dell’innovazione tecnologica. Il vecchio modo di costruire auto – fatto di lunghi cicli di sviluppo (3-5 anni), una burocrazia elefantiaca e una catena di fornitori esterni – fatica a reggere il confronto con i nuovi giganti.

EFFETTO TESLA

Se oggi il mondo dell’auto è sottosopra, gran parte del merito (o della colpa, per chi arranca) è della Tesla. L’azienda di Elon Musk ha dimostrato prima di tutte che l’auto elettrica poteva essere desiderabile e performante, ma ha fatto di più: ha cambiato il DNA del veicolo.

Con l’introduzione dei sistemi definiti dal

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