di Davide Landoni e Luca Zuccala
La «Tebaide» di Beato Angelico all’asta a Firenze il 20 maggio da Pandolfini: la storia e il valore dell’opera, che era scomparsa dalla circolazione
Come i saggi eremiti rappresentati al suo interno, lo stesso dipinto si è involontariamente isolato dal mondo, chiuso dal 1970 nella stessa collezione privata. Ora la Tebaide di Beato Angelico, una tempera su tavola trasportata su tela, ritorna sulla scena dopo mezzo secolo di assenza. O meglio, sul mercato. Difatti, come spesso accade, è stata una casa d’aste, in questo caso Pandolfini, a scovare l’opera attraverso i suoi esperti.
Là dove non arrivano giornalisti e curatori, storici dell’arte e direttori di musei, ci pensa la volontà economica a restituire agli appassionati un lavoro dato ormai per perduto. Anche se, a onor del vero, il dipinto non è mai stato dimenticato dai critici più attenti, rimanendo noto attraverso fotografie in bianco e nero e una vasta letteratura in merito. É proprio questa, ora, insieme al confronto con la Tebaide conservata al Museo di San Marco – già alla Galleria degli Uffizi, e di recente esposta nella grande mostra dedicata all’artista tra Palazzo Strozzi e San Marco – a




