di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Bruxelles sospetta che parte dei ricavi del sistema Ets finisca nei bilanci statali, invece che in interventi green: l’Italia finora ha incassato 15,6 miliardi. E dal 2027 arriva Ets2 su carburanti e riscaldamento
Sono 260 miliardi di euro. Una cifra enorme, cresciuta quasi in silenzio negli ultimi 12 anni dentro uno dei meccanismi più discussi (e meno compresi) della politica climatica europea: il mercato delle emissioni di CO₂. Ora Bruxelles vuole sapere con maggiore precisione dove siano finiti quei soldi.
La Commissione europea si prepara infatti a rafforzare i controlli e la tracciabilità sull’utilizzo dei ricavi del sistema Ets, l’Emission Trading System, il mercato europeo delle quote di emissione che obbliga industrie, centrali energetiche e compagnie aeree a pagare per la CO₂ prodotta. La stretta dovrebbe arrivare con la revisione del sistema prevista a luglio.
Dove sono andati i 260 miliardi
Dal 2013 le aste Ets hanno generato circa 260 miliardi di euro. Tre quarti della cifra sono finiti direttamente ai bilanci degli Stati membri, mentre il resto ha alimentato fondi europei destinati a innovazione industriale, tecnologie pulite e decarbonizzazione.
Il punto, emerso durante una tavola rotonda organizzata dalla stessa Commissione europea,




