di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Crescono le richieste di aiuto per cibo, farmaci e lavoro. L’Antoniano: «La crisi colpisce anche famiglie monoreddito e lavoratori precari»
Nel lessico della povertà italiana stanno entrando parole nuove. Non più soltanto pane, pacchi viveri, dormitorio. Oggi la richiesta che cresce più rapidamente è un’altra: «Mi aiutate a pagare la bolletta?». È la fotografia più nitida che emerge dai dati dell’Osservatorio sulla povertà di Antoniano, diffusi nell’anno del centenario francescano. E racconta un Paese in cui la sopravvivenza quotidiana passa sempre meno dall’emergenza straordinaria e sempre più dalla fatica di sostenere la normalità.
Mangiare, riscaldare la casa, comprare quaderni ai figli, pagare un farmaco. La nuova povertà si consuma così, dentro spese ordinarie diventate improvvisamente insostenibili. La povertà non è più soltanto emergenza marginale: è diventata una condizione che lambisce il ceto fragile, erode la classe media bassa, attraversa il lavoro povero e perfino le famiglie formalmente integrate.
Per l’11% delle famiglie l’urgenza sono le bollette
Nel 2025 la rete di Operazione Pane ha distribuito in media 57.076 pasti al mese, il 10% in più rispetto all’anno precedente. Il cibo resta il bisogno principale: riguarda il 28% delle famiglie e il




