di Alessandra Puato
Dopo lo shopping in Oriente il gruppo emiliano dei sistemi di trasmissione torna in positivo con la trimestrale e prepara nuove acquisizioni. Il ceo Storchi: «Tante aziende vorrebbero quotarsi ma Piazza Affari è troppo piccola»
Di ritorno dal Giappone dove ha appena completato un’acquisizione che ha fatto scalpore — la terza del gruppo in quattro anni, «in un Paese dove le aziende italiane da un quarto di secolo non vanno a fare shopping» —, Matteo Storchi è soddisfatto. «La prima persona che abbiamo deciso di assumere — dice — è una professoressa d’inglese. Sta tutto il giorno in azienda e fa lezioni a chi vuole imparare». L’amministratore delegato, presidente e azionista di Comer Industries — meccatronica avanzata per l’agricoltura, una delle multinazionali tascabili italiane — sta lavorando su un’integrazione strategica e complessa, quella con la giapponese Comtesco Corporation. È ottimista, anche perché i conti, con la trimestrale approvata il 7 maggio, sono tornati positivi.
La ripresa
I ricavi sono saliti del 53,8% dal primo trimestre 2025 a 326,3 milioni, il margine operativo lordo del 43,4% a 45,7 milioni. L’indebitamento, è vero, è aumentato per via dell’acquisizione (la posizione finanziaria netta è salita a 134,76 milioni,




