
di Valerio Cappelli
Al festival con Histoire Parallèles e Gentle Monster . «Non sono una fan della nudità, se sei nudo non sei più un personaggio ma un corpo»
CANNES Questo è il palcoscenico della sua vita. Qui ha colorato i nostri giorni e le nostre notti, ha interpretato qualsiasi ruolo rimanendo sempre enigmatica. Che il ruolo di Catherine Deneuve, in Histoire Parallèles di quel talento assoluto di Asghar Faradi, sia secondario, non sposta di un grammo il peso della sua presenza a Cannes. Deneuve, 82 anni e non sentirli, ha un secondo film in gara, Gentle Monster di Marie Kreutzer, madre di Léa Seydoux: <Sono ruoli molto piccoli, ma anche un piccolo ruolo deve essere necessario. Mi chiedo sempre, se questo personaggio venisse eliminato, avrebbe importanza?>.
È più clamoroso il fatto che la Grande Dame del cinema francese non abbia mai vinto al festival del suo paese come migliore interprete. Vi debuttò 62 anni fa, col musical Les Parapluies de Cherbourg, primo ruolo da protagonista, Palma d’oro al regista Jacques Demy: «Mi sembrava tutto irreale, non capivo bene il significato di quel riconoscimento». Nelle interviste di questi giorni, Catherine non riesce a separarsi da tre «cose»




