
di Paolo Mereghetti
«La vie d’une femme» (La vita di una donna) di Charline Bourgeois-Tacquet racconta anche un amore lesbico e scelte difficili
Da una parte e dall’altra del mondo, le donne sembrano condannate a fare i conti con qualcosa che finisce per insidiare se non per contrastare il loro diritto a scegliere come vivere. Nel Giappone che Koji Fukada ha raccontato con Nagi Notes (Appunti a Nagi), è quel reticolo di norme, tradizioni, doveri che soffocano ogni tipo di spontaneità, e quindi di libertà. Quando Yuri (Ishibashi Shizuka), ex modella e architetta divorziata, raggiunge la sua ex cognata Yoriko (Matsu Takakjo), scultrice e celibe, si intuisce che non si tratta solo di una visita di piacere. Dietro la voglia della seconda di usare il legno per ritrarre il volto della prima c’è un’attrazione che non è mai riuscita ad esprimersi ma che anche qui finisce per essere vissuta solo per intermediazione, attraverso l’amore che due compagni di scuola non hanno il coraggio di confessare ai genitori.
Più decisa Yoriko ad aiutarli, più dubbiosa Yuri, imprigionate in comportamenti che impediranno loro di far venire a galla quello che davvero sentono. E che una regia «alla Rohmer» cerca di




