Home / Economia / Pensioni pubbliche, fino a 48 anni di lavoro per evitare il taglio dell’assegno (e c’è chi perde anche 270 mila euro)

Pensioni pubbliche, fino a 48 anni di lavoro per evitare il taglio dell’assegno (e c’è chi perde anche 270 mila euro)

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Finestre più lunghe, assegni ridotti e requisiti in aumento: la Cgil presenta alla Camera la stretta sulle pensioni pubbliche che colpisce oltre 700 mila lavoratori

C’è chi rischia di lavorare 49 anni e due mesi prima di andare in pensione. E chi, pur avendo superato i 43 anni di contributi, dovrebbe restare ancora al lavoro per evitare una riduzione permanente dell’assegno previdenziale. È il quadro che emerge dall’analisi elaborata dall’Osservatorio Previdenza della Cgil sugli effetti delle ultime modifiche alle pensioni dei dipendenti pubblici: enti locali, sanità, insegnanti di scuole parificate e ufficiali giudiziari (iscritti alle gestioni Cpdel, Cps, Cpi e Cpug). 

Secondo il dossier presentato da Enzo Cigna l’8 maggio nella sala stampa della Camera, il combinato disposto tra revisione delle aliquote di rendimento, allungamento delle finestre mobili e aumento dei requisiti legati alla speranza di vita rischia di produrre un doppio effetto: pensioni più basse e uscita dal lavoro più tardiva. La platea coinvolta, secondo le stime riportate nello studio, potrebbe arrivare a oltre 730 mila lavoratrici e lavoratori entro il 2043, mentre il taglio complessivo stimato nel periodo 2024-2043 supera i 32 miliardi di euro lordi.

dsa

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: