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Grazia a Minetti, indagine interna nell’istituto delle adozioni in Uruguay: «C’è del marcio in quel carrozzone»

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di Francesco Battistini

Viaggio sulla Sierra de Garzon, dove morì l’avvocata del bimbo adottato. ma il caso Minetti-Cipriani non sembra c’entrare proprio nulla, con questa storia

DAL NOSTRO INVIATO 
SIERRA DE GARZÓN (URUGUAY) –  «Guarda la casa. Guarda dove sta. Guarda i segni del fuoco. E allora capisci che non fu una cosa normale…». Ci vuole un’ora d’auto, da Punta del Este, per guadare le pozzanghere e trovare questo cubetto bianco di cemento sfondato, abbandonato nel nulla della Sierra. La poliziotta di turno della gendarmeria di Garzón se lo ricorda, che cos’accadde il 15 giugno 2024. Quei corpi carbonizzati degli avvocati Mercedes Neto e Mario Cabrera, «che qui conoscevamo tutti». 

Moglie e marito bruciati vivi e senza testimoni, nella loro casa sulle malghe della Sierra, a 16 km dal paese e a chilometri zero da tanti fascicoli giudiziari da riesaminare. Le stoviglie spezzate ma non bruciate, i muri stranamente candidi, i vetri frantumati: tutto è ancora qui, dubbi compresi. Fu un incidente? Tre perizie e ancora nessuna certezza. All’epoca, i sigilli giudiziari furono tolti subito. Nessuno setacciò mai le ceneri. Non venne mai ordinata un’analisi del combustibile. «Pensammo si fosse incendiata la stufa. Ma era quasi estate e

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