
di Paolo Valentino
Il voto di sfiducia all’esecutivo del liberale Bolojan è l’ennesimo colpo al «firewall», il cordone sanitario contro l’estrema destra
Il «firewall», meglio conosciuto come cordone sanitario contro l’estrema destra, accusa una nuova falla a Bucarest e questa volta per mano della sinistra socialdemocratica. Il Partito socialdemocratico della Romania (Psd) ha unito i suoi voti a quelli dell’estrema destra dell’Unione dei rumeni (Aur) provocando la caduta del governo guidato dal liberale Ilie Bolojan.
Fino al mese scorso, il Psd era parte della coalizione che sosteneva Bolojan. Ma la maggioranza si è spaccata sulle misure di austerità, tagli alla spesa e aumenti delle tasse, che il premier aveva sottoposto al Parlamento per cercare di ridurre il deficit di bilancio, che nel 2025 è stato del 7.65% del Pil e attualmente supera il 9%, il più alto dell’Unione europea.
La decisione dei socialdemocratici di sostenere la mozione di sfiducia degli ultranazionalisti è destinata ad avere «pesanti ripercussioni» nell’intera Europa, spiega Alberto Alemanno, docente di diritto europeo alla HEC di Parigi, secondo il quale i socialisti di Romania stanno facendo «un gioco pericoloso»: «Quanto è accaduto a Budapest è una prima assoluta: l’ultimo grande tabù della




