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Shoigu, l’uomo di Putin finito nell’ombra: lo sciamanesimo, la popolarità «grazie» agli incendi e le voci (improbabili) sul golpe

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di Marco Imarisio

E’ difficile che lo Shoigu depotenziato di oggi abbia l’autorità per convincere i massimi comandi a seguirlo su una strada pericolosa. Perché la fine che ha fatto il ribelle Prigozhin se la ricordano ancora tutti

Certi nomi sono come gli amori che fanno giri immensi e poi ritornano. Sergey Shoigu, ad esempio. Non se ne parlava da un paio d’anni, da quando con una manovra discreta era stato destituito da ministro della Difesa, e quindi dalla guida della guerra in Ucraina. A sostegno della tesi che fosse una rimozione salvifica, per non finire nel gorgo dello scandalo per le tangenti sulle forniture militari, c’era un corredo di foto che non lasciava dubbi sulla sua amicizia con Vladimir Putin

Insieme a petto nudo nell’estate del 2017 durante una battuta di pesca e caccia ad alta gradazione alcolica, e poi lo stesso presidente che fa da testimone al matrimonio della sua primogenita Xenia. Tutti indizi che portavano gli esperti a considerarlo uno dei pochi membri del clan al potere non proveniente da San Pietroburgo.

Nella Russia paranoica di oggi i legami personali contano poco. Ma la notizia propagata da un non meglio precisato servizio

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