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Trento, il sindaco Ianeselli si iscrive al Pd: «Oltre ai rifiuti servono le proposte». Il segretario Dal Ri plaude ma non mancano i malumori

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di Marika Giovannini

La mossa del primo cittadino agita le acque in vista delle provinciali. Il gruppo consiliare gelido: «Non siamo il partito del no»

La mossa ha inevitabilmente scatenato il dibattito. Nel centrosinistra, ma anche all’interno della compagine di governo provinciale. Perché la decisione del sindaco di Trento Franco Ianeselli di iscriversi al Pd — nelle stesse ore, tra l’altro, nelle quali a Roma l’ex ministra Marianna Madia faceva la scelta opposta, lasciando i dem per approdare in Italia viva — ha chiaramente riaperto il confronto su ipotesi e indiscrezioni in vista delle elezioni provinciali del 2028 (o 2027, a seconda delle mosse di Maurizio Fugatti). «Sono sempre stato un elettore del Pd: il Pd è il mio campo, voglio partecipare alla discussione» ha ribadito ieri il primo cittadino di Trento, sollecitato da più parti a spiegare la sua scelta, concretizzata nel pomeriggio con l’iscrizione vera e propria. «Ci avevo già ragionato dopo le elezioni comunali» ha aggiunto. Ma solo ora, dopo una ulteriore riflessione, Ianeselli è passato dalle parole ai fatti. «Da iscritto — ha chiarito — potrò partecipare agli organismi di partito e all’assemblea. E potrò portare il mio contributo al dibattito».

Il nodo di

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