L’abbraccio tra la mamma di Zanardi, Anna Mezzetti, e Don Marco Pozza, il prete che ha celebrato le esequie del campione. Durante la sua omelia don Marco Pozza, cappellano del carcere «Due Palazzi» e amico personale del pilota, ha ricordato le origini di Zanardi attraverso le sue stesse parole. «L’inizio di questa storia è semplicissimo», ha esordito il sacerdote citando il campione. «Sono nato come figlio di un saggissimo idraulico, di una madre casalinga che la sera, per
arrotondare lo stipendio, faceva le asole alle camicie. Tante volte mi alzavo nel cuore della notte e vedevo una luce accesa: era mamma che lavorava». Da quelle radici umili, ha ricordato don Pozza, nacque il sogno apparentemente impossibile di diventare pilota di Formula 1. «Eppure bisognava provarci. Ogni cosa, anche
la più incredibile, è originata da un tentativo che è sempre e soltanto un osare. Il primo passo è decidere dove vogliamo andare. Poi, lungo il cammino, le cose accadono».
05 maggio 2026
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