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Il vino che matura in mare: a Milano il racconto dell’affinamento subacqueo

Affinamento subacqueo del vino, mito o realtà? Marketing o scienza? A Milano ne abbiamo parlato con i responsabili del progetto lanostrastrada®, impegnati a dimostrare, col calice in mano, che usare il mare a mo’ di cantina per l’affinamento del vino in bottiglia è qualcosa di più di un’eccentricità salottiera. O meglio, di un’eccentricità offshore. Il percorso progettuale, idealmente, si sviluppa a partire dai calanchi di Brisighella, vicino Ravenna, per finire in mezzo alla brezza salmastra dell’oasi di Vendicari, in Sicilia. Passa attraverso i fondali dell’Adriatico, scende a trenta metri di profondità, dove un relitto di ferro e acciaio è diventato, nel tempo, la culla più insolita che un vino possa desiderare. Questa, in estrema sintesi, è lanostrastrada®, un progetto che non si lascia facilmente catalogare – e forse è questo il suo fascino.

Il vino che matura in mare: a Milano il racconto dell’affinamento subacqueo

L’affinamento subacqueo del vino in esposizione a Milano

Tutto nasce dall’incontro tra un artista e la cultura del saper fare. Mario Nanni, fondatore di Viabizzuno e figura di riferimento nel mondo dell’illuminotecnica italiana, ha immaginato, insieme alla moglie Cristina e agli amici Gianluca Grilli e Italino Babini, qualcosa che incarnasse una filosofia di vita e poi si traducesse in realtà aziendale.

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