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Cos’è il problema dei punti

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Immaginate questo gioco: due giocatori, 50 euro scommessi ciascuno, una moneta. Uno sceglie testa, l’altro croce: il primo che arriva a dieci punti vince. Quando sono otto a sei, uno dei due giocatori deve abbandonare la partita per un’emergenza: chi vince? Nessuno dei due ha raggiunto il punteggio pattuito all’inizio, ma riprendersi i propri 50 euro non è nemmeno un’opzione equa.

Questo è il problema dei punti, o della divisione della posta, un rompicapo matematico che ha impegnato i matematici per oltre 150 anni favorendo lo sviluppo della teoria della probabilità. Ma andiamo per gradi.

La proposta di due italiani

Nel 1494, il matematico italiano Luca Pacioli riuscì per la prima volta a trovare una soluzione, almeno in parte, al problema dei tre punti: propose di dividere il bottino in proporzione ai punti ottenuti fino a quel momento – se siamo 8 a 6 significa che abbiamo tirato 14 volte la moneta, e quindi a chi sta vincendo spettano 8/14 dei 100 euro in gioco, ovvero 57 euro circa.

Questa soluzione, seppur ragionevole, non considera quanto manca alla fine della partita. Il limite appare chiaro nel caso in cui il gioco si concluda dopo un solo

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