
di Manuela Porta
Tra le nuove frontiere della medicina veterinaria c’è anche l’uso di questa sostanza e del Cbd. I primi studi nel 2013 sui gatti. Come funziona e per quali patologie è più indicata
Gli estratti di cannabis sono entrati a fare parte dei farmaci riconosciuti come cura non solo per gli umani, ma anche per gli animali. Tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 la cannabis era già inclusa nella farmacopea americana. Sarà il veterinario californiano Doug Kramer nel 2013 ad iniziare a testare sui cani i farmaci a base di canapa per alleviare i dolori legati alle patologie oncologiche.
In Italia non esiste alcuna associazione scientifica veterinaria che si occupi di cannabis, benché i veterinari italiani siano molto avanti rispetto ai colleghi europei nella somministrazione delle terapie con cannabis e Cbd. Nel nostro paese esiste, però, Cannabiscienza, una società che si occupa di cannabis medica e sistema endocannabinoide offrendo un programma di formazione per medici, veterinari e farmacisti.
Nel 2016 Elena Battaglia, medico veterinario, membro del consiglio direttivo della Veterinary Cannabis Society (unico rappresentante veterinario in Europa), ha inserito per prima in Italia il Cbd e la cannabis terapeutica per curare




