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Se le Comunali anticipano i nuovi equilibri elettorali

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di Massimo Franco

Le elezioni di fine maggio a Venezia promettono di avere un valore simbolico che va oltre la consistenza dell’elettorato

Le elezioni di fine maggio a Venezia promettono di avere un valore simbolico che va oltre la consistenza dell’elettorato. E non soltanto per le tensioni che hanno diviso in questi mesi la destra, e in particolare esponenti del FdI, nel capoluogo veneto. Per la maggioranza, si tratta di misurare ancora una volta le sue capacità politiche in grandi città spesso avare di soddisfazioni; di capire quali siano i rapporti di forza nella coalizione di Giorgia Meloni, meno scontati di quattro anni fa; e di vedere se la Lega di nuovo «del Nord» recupera terreno.

Senza che nessuno lo voglia, il voto del 24 e 25 maggio promette insomma di diventare un test per tutti i partiti: anche per opposizioni che dopo la vittoria del «No» al referendum sulla giustizia devono verificare se e quanto quel responso possa essere attribuito alle sinistre. In fondo, quella a Venezia sarà la prima elezione di altre previste nel 2027 nelle grandi città: a cominciare da Milano e Roma. Il tema incrocia sia la data delle Politiche, in teoria in

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